Le maggiori paure degli adulti

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Introduzione

Il fatto di essere emancipati, indipendenti, con una famiglia alle spalle non ci rende esenti dal provare paura. È nella natura umana avvertire il senso del pericolo e per questo aver paura.
Esistono, però, fobie che mettono in discussione il nostro vivere quotidiano impedendoci di relazionarci serenamente con gli altri. Molto dipende dalla sensazione di perdere le proprie certezze ma, rafforzando le proprie sicurezze e le proprie conoscenze, la paura si può combattere. Teniamo sempre presente, però, che la paura non è qualcosa di cui vergognarsi.  Le 5 maggiori paure degli adulti sono:.

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La paura di amare

Chi ha paura d'amare è solitamente una persona che ha assistito alla sofferenza di qualcuno a lui/lei caro oppure ha sperimentato in prima persona il dolore dell'abbandono.  A volte erroneamente si pensa che chi non si lega affettivamente è una persona che non sa cosa vuol dire amare. In realtà ha solo una percezione sbagliata dell'amore e tutto quello che sa di questo sentimento lo ha assimilato con un'accezione negativa.  Sono persone, ad esempio, che da bambini hanno avuto difficoltà ad essere accettati da uno o da entrambi i genitori. Erano bambini o adolescenti che hanno assistito a scene di violenza domestica e che hanno associato il "subire" al fatto di amare.
Sono persone che hanno una fragilità emotiva che non consente loro neanche di poter immaginare di "sopravvivere" ad una delusione amorosa.
La paura di amare li preserva dalle sofferenze ma non li arricchisce dentro. Pensano di difendersi dal dolore ma si precludono quella che potrebbe essere la vera felicità.

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La paura della solitudine

Questa paura porta spesso le persone a circondarsi di falsi amici, falsi amori e ci porta, a volte, ad avere una falsa percezione dell' Io.  
La paura della solitudine affonda le sue radici nella difficoltà a stare da soli con noi stessi. In questo caso saremmo obbligati a fare i conti con i nostri limiti.
Chi ha paura della solitudine non vuole "tempi morti" nella sua giornata quindi le ore sono scandite da telefonate, messaggi, pranzi, aperitivi e, se non è impegnato sentimentalmente, anche da chat.
I cosiddetti tempi morti potrebbero essere, invece, i più fruttuosi. Offrirebbero, infatti, l'occasione di rimettere in sesto le emozioni che non sappiamo affrontare e potrebbero esorcizzare i ricordi che vogliamo cancellare.

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La paura del giudizio altrui

Questa è la paura che forse più delle altre può ipotecare la nostra stessa esistenza.
Chi ha paura del giudizio altrui è una persona che, pur ascoltando i suoi bisogni e conoscendo bene le sue inclinazioni, non riesce a vivere fino in fondo la propria vita. Nel caso in cui i suoi desideri si discostino dai comportamenti tipici di una società, non riesce a metterli in pratica e perde di autostima.  È una persona che, temendo di non essere accettata per il suo aspetto fisico o per le quelle che potrebbero essere le sue scelte religiose o di orientamento sessuale, sceglie di vivere costantemente proiettato verso il giudizio altrui.  Chi ha paura di essere giudicato ha il timore di poter essere umiliato ed emarginato dalla società.  Ha, quindi, una necessità ancestrale di essere accettato socialmente.

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La paura del contatto fisico

Chi ha paura del contatto fisico è una persona che vive dentro un'ampolla immaginaria che delimita il suo "campo vitale". È un uomo o una donna che ha più paure insieme: la paura del contagio di malattie, la paura di lasciarsi andare affettivamente e la paura di subire violenze.  È una paura che, purtroppo, prende sempre più piede grazie anche a soluzioni sostitutive di relazioni sociali come le chat dove il contatto fisico può anche non arrivare mai.

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La paura della morte

Chi è vittima di questa fobia vive costantemente in una situazione di allerta scandita dal tempo che passa. Ha paura dell'ignoto e vive una corsa contro il tempo per tutto quello che non ha ancora realizzato.  Oltre al non poter raggiungere tutti i propri obiettivi, chi ha paura della morte teme anche la sofferenza fisica. Non è insolito, infatti, che chi ha questo tipo di paura possieda anche quella legata alla malattia.  La morte e la malattia sono eventi che esulano dal nostro controllo e per questo motivo in persone, caratterialmente predisposte, possono limitare la qualità della loro vita.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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