Descrizione dei muscoli del braccio

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

È desiderio condiviso, da parte degli uomini tanto quanto da parte delle donne, possedere delle braccia toniche modellandone la muscolatura, talvolta per fini estetici, altre per lavorare sull'incremento della propria forza, sia a fini di autonomia nel vivere quotidiano quanto per fini di difesa personale. Ma prima di cimentarsi in svariati esercizi per rinforzare i muscoli delle nostre braccia, che siano essi a corpo libero o vincolati da pesi e macchinari, è strettamente necessario conoscere la loro anatomia e averla sempre a portata di mano, in modo tale da allenarsi con piena consapevolezza per evitare di sviluppare della muscolatura sbagliata e prevenire eventuali lesioni. Infatti, come la maggior parte dei muscoli del corpo umano, anche questa fascia muscolare può subire contratture, stiramenti, strappi e infiammazioni che interessano i tendini. Per questo ci accingiamo ad una descrizione dei muscoli del braccio. Possiamo definire la forma del braccio approssimativamente cilindrica, con differenze sostanziali in rapporto al sesso e all'età, a causa del diverso sviluppo della muscolatura e del pannicolo adiposo. La sua impalcatura scheletrica è costituita dall'omero, esso si articola con il tronco a livello del cinto scapolare; mentre i muscoli si ripartiscono in due logge: quella anteriore e quella posteriore. Nella loggia anteriore del braccio si trovano i cosiddetti muscoli flessori, ovvero: il bicipite brachiale, il coracobrachiale ed il brachiale anteriore; mentre nella loggia posteriore troviamo i cosiddetti muscoli estensori, ovvero il tricipite brachiale. Il bicipite brachiale, il coracobrachiale ed il brachiale anteriore occupano la porzione anteriore del braccio, mentre il tricipite brachiale risiede nella porzione posteriore del braccio. Nei seguenti punti li esamineremo uno ad uno mediante una breve analisi.

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Occorrente

  • conoscere l'anatomia
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Muscoli flessori: il bicipite brachiale

Quando si affronta la trattazione dei muscoli flessori, è inevitabile fare pieno riferimento al più "famoso", ovvero il bicipite brachiale. Esso è il muscolo più grande della loggia anteriore ed è definito muscolo bi-articolare, in quanto agisce sia sul braccio che sull'avambraccio. Il bicipite brachiale è formato da due capi:
- Il capo lungo, che ha origine dalla tuberosità sovraglenoidea della scapola e dal labbro glenoideo mediante un tendine lungo e cilindrico. Il tendine si fa carnoso all'uscita dal solco bicipitale e, in corrispondenza del terzo medio del braccio, si unisce al capo breve.
- Il capo breve, mediale rispetto al capo lungo, ha origine dall'apice del processo coracoideo mediante il proprio tendine e si porta in basso unendosi al capo lungo in un robusto tendine d'inserzione; quest'ultimo si va a fissare alla tuberosità bicipitale del radio. Dal margine mediale del tendine d'inserzione del bicipite brachiale si diparte una lamina, definita lacerto fibroso, che si espande in basso e medialmente fondendosi con la fascia antibrachiale.
Nella parte superiore il muscolo bicipite brachiale è in rapporto con i muscoli deltoide e grande pettorale; in superficie è avvolto dalla fascia brachiale; mentre profondamente è in rapporto con il muscolo brachiale anteriore. A lato del muscolo bicipite si trovano due solchi (solchi bicipitali); nel solco mediale passano l'arteria e la vena brachiale con il nervo mediano e, più superficialmente, la vena basilica; infine nel solco laterale decorre la vena cefalica.

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Muscoli flessori: il coracobrachiale

Il muscolo coracobrachiale, invece, è innervato dal nervo muscolocutaneo che lo attraversa obliquamente. Contraendosi, esso flette e adduce il braccio. Si trova medialmente e profondamente al capo breve del muscolo bicipite brachiale. Origina, insieme a quest'ultimo, dall'apice del processo coracoideo della scapola e si porta in basso per inserirsi al terzo medio della faccia antero-mediale dell'omero. Inoltre si mette anteriormente in rapporto con il deltoide, con la parte laterale del grande pettorale e con il capo breve del muscolo bicipite brachiale. Posteriormente è in relazione con i tendini del grande dorsale, del grande rotondo e del sottoscapolare.

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Muscoli flessori: il brachiale anteriore

Il muscolo brachiale anteriore è anch'esso innervato dal nervo muscolocutaneo e agisce flettendo l'avambraccio. La sua forma è allungata è appiattita, esso è collocato dietro al muscolo bicipite brachiale. Origina, subito al di sotto dell'inserzione del deltoide, dalle facce antero-mediale e antero-laterale dell'omero, fino a livello dell'articolazione del gomito, e si porta in basso per inserirsi sulla tuberosità dell'ulna che è situata sulla faccia inferiore del processo coronoideo. Il muscolo si mette in rapporto anteriormente con il muscolo bicipite, il muscolo brachioradiale, il muscolo pronatore rotondo e con il fascio vascolonervoso del braccio. Posteriormente è in rapporto con il piano osseo e con l'articolazione del gomito.

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Muscoli estensori: tricipite brachiale

Il muscolo tricipite brachiale è innervato dal nervo radiale. È il principale muscolo estensore dell'avambraccio e, per mezzo del capo lungo, promuove una adduzione dell'omero. È formato da tre parti denominate capo lungo, capo laterale e capo mediale:
- Il capo lungo sorge dalla tuberosità sottoglenoidea della scapola e dal labbro glenoideo.
- Il capo laterale nasce dalla faccia posteriore dell'omero, al di sopra e lateralmente al solco del nervo radiale.
- Il capo mediale origina dalla faccia posteriore dell'omero, inferiormente al solco del nervo radiale.
I tre capi muscolari si portano in basso convergendo su un robusto tendine che va ad inserirsi alle facce superiore e posteriore e ai margini dell'olecrano.

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Muscoli estensori e flessori : funzione

È evidente che la muscolatura del braccio è alquanto complessa e conoscerne la sua anatomia ci garantisce di sfruttare al meglio i nostri arti, per questo è importante conoscere appieno la sua funzione. I muscoli del braccio ci consentono l'esecuzione di quattro movimenti principali, essi sono: la supinazione dell'avambraccio (ovvero la rotazione verso l'esterno dell'avambraccio), la flessione del gomito (ovvero l'avvicinamento del braccio all'avambraccio, fondamentale durante l'allenamento per sviluppare i bicipiti), l'estensione del gomito (quindi l'allontanamento del braccio dall'avambraccio), e l'adduzione dell'omero (nonché l'avvicinamento del braccio al tronco). Tenendo presenti i movimenti essenziali di questo tipo di articolazione è possibile preservarsi da torsioni anomale che potrebbero causare degli infortuni. È sempre consigliabile disporre di una generale conoscenza personale di anatomia quando ci si accinge ad effettuare attività fisica per evitare danni inconsapevoli.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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