Come placare la rabbia

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Difficoltà: media
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Introduzione

Questo è un argomento che calza a pennello per molti di noi: la rabbia. Non c'è cosa peggiore che sentirsi arrabbiati con il resto del mondo perché si corre il grave rischio di venire additati eternamente come individui rabbiosi ed aggressivi, con la sgradevole conseguenza di venire allontanati dagli amici che vogliono evitare probabili discussioni. È pur vero che arrabbiarsi fa bene ai fini di scaricare la tensione e di far valere le proprie ragioni, ma bisogna stare attenti a non perdere le staffe per ogni nonnulla. Se trattenere i propri istinti ed accettare tutto passivamente fa persino male al nostro organismo, con possibili danni ad organi come il fegato e l'intestino, anche reagire troppo aggressivamente può essere socialmente dannoso e può persino rovinare amicizie di vecchia data. Vedremo dunque come placare la rabbia secondo i metodi consigliati dai migliori psicologi.

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Occorrente

  • Riflessione, calma e prudenza.
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Come prima cosa dobbiamo imparare ad esercitarci con la respirazione: essa è importantissima e basilare ed utilizzando alcune semplici tecniche di rilassamento, si possono controllare e placare eventuali scatti inconsulti. Bisogna respirare agendo sul diaframma e profondamente, in modo da rilassare tutti i muscoli del corpo. Immaginiamo, mentre ci troviamo soli a casa nostra, delle scene in cui potremmo facilmente perdere il controllo o delle situazioni in cui vorremmo sfogare tutta la nostra rabbia. Ci verrà immediatamente automatico, anche solo nel pensiero, l'uso di un linguaggio abbastanza colorito; ebbene proviamo a sostituire quelle parole con altre che esprimono lo stesso concetto, ma che risultano molto meno aggressive.

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In questa scena immaginaria portiamo il nostro pensiero a riflettere sulle probabili conseguenze del nostro scatto di rabbia. Molto spesso ci accorgeremo che non abbiamo fatto altro che inasprirci con una o più persone con le quali, invece, avremmo potuto trovare un accordo pacifico. La vecchia regola di contare fino a dieci è sempre valida, infatti. Sovente la rabbia scaturisce da problemi frustranti e dalla errata auto convinzione che alzando la voce si può ottenere tutto, ma sappiamo perfettamente che in tal modo otterremo soltanto malumore da parte nostra ed astio dalla contro parte sulla quale abbiamo scaricato la nostra ira.

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Il consiglio più frequente degli psicologi, anche se difficilmente realizzabile, è quello di riflettere prima di attaccare, come spiegato precedentemente. Bisogna valutare bene le parole prima di pronunciarle e riflettere sul danno che esse potrebbero causare. Ascoltiamo soprattutto le parole della parte avversa e, se per caso qualcuno ci muove una critica, cerchiamo di non essere subito aggressivi, ma proviamo ad usare l'auto ironia o qualche parola scherzosa per smussare gli angoli di una situazione che rischia di precipitare. Consideriamo pure che molte volte le critiche sono costruttive ed aiutano a ragionare, per cui sarà probabile che un po' di ragione ci sia anche da parte della persona che ci sta facendo un appunto. Evitiamo categoricamente altresì di esporci in situazioni che potrebbero far esplodere la nostra rabbia e stiamo lontani da quelle persone che potrebbero causarci veri e propri attacchi d'ira. Cerchiamo, infine, di vivere in maniera più equilibrata senza sopprimere le nostre sensazioni, ma cercando di gestirle senza alterarci fuori da ogni limite.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Allontanare persone e situazioni foriere di rabbia. Cercare di reagire ironicamente alle provocazioni.
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