Come liberarsi da un pensiero ossessivo

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Un pensiero ossessivo può tormentare giorno e notte, tanto da impedire il regolare svolgimento dei compiti oppure delle faccende quotidiane, facendole eseguire in maniera non adeguata. Può derivare da un ricordo di un torto subito, oppure da una brutta situazione che ha generato uno stato di angoscia, o da un ex fidanzato, da un amore non corrisposto, da una persona che ha arrecato dei problemi o qualcosa concernente l'attesa indefinita di un evento futuro che comunque crea una condizione di ansia e di malessere. O ancora, può essere la conseguenza di un lutto da cui non ci si riesce a riprendere, ma anche un amore ossessivo oppure un'amicizia appena conclusa. Nonostante tutti i propri sforzi di liberarsene, la mente tende a tornare sempre su questi pensieri negativi e ripetuti, di continuo, in un circolo vizioso imperterrito dal quale non si riesce ad uscire. Avere un'ossessione può dar luogo a dei danni di salute più o meno gravi. Precisamente si può passare dai disturbi psicosomatici, tra cui annoveriamo le ripercussioni corporee dei propri pensieri ossessivi, che possono manifestarsi sotto forma di psoriasi, di rush cutanei o altro, a veri e proprio stati depressivi cronici. In questa breve guida, nello specifico, vi forniremo qualche utile consiglio su come liberarsi da un pensiero ossessivo, fermo restando che se si riesce a capire che non è possibile uscirne da soli, è sempre consigliabile consultare un medico oppure uno psicoterapeuta.

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Occorre capire di avere un pensiero ossessivo, impegnando la mente su attività rilassanti

Avere la consapevolezza di presentare un pensiero ossessivo di cui liberarsi, rappresenta il primo passo verso la guarigione. Molte persone con pensieri ossessivi, negano con tutte le loro forze di avere questo genere di malessere, minimizzandolo oppure sostenendo di poterne uscire in qualsiasi momento della loro vita. Se qualcuno dicesse ad una persona affetta da un disturbo ossessivo di non pensare a quella data cosa, sarebbe controproducente. In definitiva, non si farebbe altro che, all'opposto, stimolare a farlo. Vogliamo invece farvi comprendere che è necessario concentrare la propria attenzione, impegnando la mente su qualcos'altro. Inoltre quest'altra cosa deve essere un'attività piacevole, che abbia effetti positivi e distensivi sul proprio essere.

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E' buona regola concentrarsi in attività legate alla creazione di oggetti personali, per star meglio

Una domanda che viene spontanea è perché si deve vivere male, rovinandosi il fegato con l'idea fissa di qualcosa che ha fatto tanto soffrire. Tutto questo non è scritto da nessuna parte. Per questa ragione è fondamentale incominciare a rilassarsi, immergendosi nella lettura di un bel libro coinvolgente, oppure affinando le proprie abilità in cucina, nel cucito o nel giardinaggio. In particolar modo, le ultime tre sono tutte attività legate alla produzione di un oggetto oppure di un manufatto strettamente personale. Qualcosa creato da se stessi, infatti, non può essere altro che un motivo di grande orgoglio soggettivo e nettamente benefico per il proprio stato d'animo. Impegnarsi in attività piacevoli non potrà far altro che stare bene, aiutando l'organismo umano a produrre quantità maggiori di serotonina, ossia dell'ormone in grado di fare ritrovare il benessere ed il buonumore, tralasciando i pensieri ossessivi e quelli negativi.

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E' utile pensare a come si stava prima che succedesse l'evento scatenante il malessere

Inoltre, si dovrà praticare un grande sforzo su se stessi per ripercorrere il passato. Non stiamo parlando di quello riconducibile al pensiero che sta ossessionando la persona affetta. Invece stiamo riferendoci a ciò che era prima, ossia allo stato precedente all'ossessione. Occorre, pertanto, fare caso a come si stava prima che succedesse quella determinata cosa. Se non si stava perfettamente bene, in ogni caso si viveva meglio. Quindi, viene da chiedersi perché mai non dovrebbe essere possibile ritornare a quello status. Prendiamo l'esempio di un amore non corrisposto. Quando non si conosceva quella persona, sicuramente ci si sentiva bene. Per questo motivo è possibile ritornare allo stato di benessere anche adesso.

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Un utile consiglio è di non isolarsi, lasciando alle spalle aspetti negativi e ricominciando a vivere

Un'altro consiglio che sentiamo di darvi è quello di frequentare, il più possibile, gruppi di persone, magari associazioni di volontariato, oppure andare ad incontri in libreria, a delle fiere o a manifestazioni. Infatti stare insieme agli altri, fare una vita sociale può dare molto. Non ci si deve, pertanto, isolare dal resto del mondo, e non si deve rimanere soli a logorarsi su questioni dannose es atte esclusivamente ad amareggiare la propria serenità. Se si dovesse avvertire la necessità di cambiare aria, è fondamentale staccare dal lavoro e prenotare un viaggio. A tal proposito ci sono moltissime associazioni che permettono di partire anche se si è da soli, inserendosi in gruppi di persone simili a chi soffre di questo disturbo. Può sembrare banale, ma la propria vita non è eterna, in quanto presenta una scadenza ben definita, e tutto quello che si possiede oggi, non è detto che ci sia anche domani. La cosa migliore, pertanto, che tutti quante le persone affette da disturbi ossessivi possono fare è quella di godersi la vita. Ovviamente è facile a dirsi, ma se si dovesse cominciare, si potrà riscontrare che tutto quanto prenderà la strada giusta e sarà anche facile a farsi. Quindi è necessario gettarsi alle spalle ciascun pensiero ossessivo, liberandosene, in modo tale da riprendere in mano la propria vita. Ognuno di noi, infatti, ha un mondo davanti a se, che aspetta solo di essere vissuto per bene.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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