Come favorire la resilienza nei bambini

Tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

“Tutto ciò che non mi fa morire mi rende più forte”. Con queste parole quasi di sfida, riprese da Nietzsche, introduciamo il concetto di resilienza. In scienze sociali, la resilienza è la capacità di affrontare in maniera positiva gli eventi traumatici, superarli e uscirne rinforzati o, addirittura, trasformati. Essa non corrisponde alla felicità o alla forza di volontà, ma alla capacità del bambino di gestire le difficoltà ed affrontare le delusioni e le sconfitte di ogni giorno. In questa guida imparerai come favorire la resilienza dei bambini, insegnandoli a non darsi per vinti.

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Il compito principale tocca ai genitori: un bambino, infatti, non impara dalle parole bensì dai fatti, quindi dalle azioni dei suoi genitori. Diciamo che gran parte del lavoro tocca proprio a loro poiché sono loro ad occuparsi dell'educazione del proprio figlio, cosa per nulla facile. Ogni padre ed ogni madre vorrebbero vedere il proprio figlio felice, ma ciò non significa viziarlo: i bimbi viziati che ricevono subito ciò che vorrebbero e che desiderano, vengono privati delle loro caratteristiche resilienti.

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La resilienza non è, quindi, solo la capacità di resistere agli ostacoli della vita: da essi non si deve uscire frustrati, bensì combattivi. Il bambino dovrà avere voglia di ricostruire dopo che tutto è stato distrutto, voglia di andare avanti e di non abbandonarsi mai a sé stesso. Ad ostacolare la resilienza di un bambino spesso è la condizione familiare: si nota infatti che i bimbi figli di genitori separati, hanno una bassa capacità di adattarsi e di affrontare le difficoltà quotidiane della vita. È molto importante il calore familiare, per aiutare il bambino ad intraprendere questo percorso verso la fortificazione. Per favorire la resilienza è fondamentale far porre al proprio bambino un obiettivo per cui lottare in ogni fase di crescita, e disegnare le tappe per raggiungerlo e realizzarlo.

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Questo voler a tutti i costi la serenità del proprio bambino, provoca il cercare di risolvere ogni tipo di problema cercando e trovando in tutti i modi una soluzione: il compito di un genitore è aiutarlo a trovare la soluzione, ma non dargliela. Infatti, la famiglia ha il compito non di risolvere ma di aiutare: deve far scoprire al bambino che in lui, come in ognuno di noi, c'è la quantità di energia necessaria per affrontare e resistere ai problemi. Solitamente questa consapevolezza si sviluppa col tempo, dopo diverse esperienze e dopo aver sviluppato un ottimismo e solidificato alcuni legami.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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