Come crescere dei figli sicuri di sé

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'insicurezza degli adulti trova sempre la sua origine nell'infanzia. Il maggior ostacolo ad un corretto sviluppo emotivo e alla conseguente espressione delle capacità individuali è la mancanza di autostima nei bambini, come confermano gli psicologi infantili. Una sana autostima è fondamentale per costruire una personalità in grado di far fronte alle piccole e grandi difficoltà della vita. I bambini percepiscono anche le nostre insicurezze e in qualche modo le fanno proprie con grande facilità. Vediamo quale utile regola per crescere dei figli sicuri di sé.

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Farli sentire importanti

Sembra scontato ma non lo è. Spesso vediamo genitori in compagnia dei figli ma totalmente immersi negli smartphone o nei tablet, anziché parlare, ascoltare e giocare con i propri bambini. Lo stesso accade a casa: ciascuno davanti al proprio monitor, o alla propria TV, anche a tavola, senza interazione. I bambini potrebbero sentirsi trascurati, viversi come "trasparenti", crescere non sentendosi importanti. I nostri figli hanno bisogno di tempo dedicato e di attenzioni vere molto più che di essere sommersi di regali, che sono semplici "contentini".

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Fare solo critiche costruttive

Gli errori vanno corretti e le regole vanno fatte rispettare, è fondamentale per insegnare ai bambini cosa è giusto e cosa è sbagliato. Anche se siamo stanchi e stressati dobbiamo cercare di non scaricare i nostri malumori sui bambini alla prima occasione: le critiche sono utili e necessarie, ma devono essere fatte senza perdere la pazienza e senza urlare. L'errore va spiegato con fermezza ma con affetto, la critica non deve demolire e far sentire il bambino non amato per via dell'errore, al contrario deve essere un'occasione di insegnamento.

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Incoraggiarli

Lo sforzo e l'impegno dei nostri figli deve essere incoraggiato e valorizzato al di là del risultato. Far sapere ad un bambino che abbiamo fiducia il lui lo porta a sviluppare fiducia nelle proprie capacità, così come sostenerlo nel caso di un fallimento è necessario per fargli capire che i fallimenti accadono nella vita ma che l'impegno e la perseveranza verranno premiati. Mortificare un bambino, invece, significa generare in lui insicurezza ed ansia. Ancor peggio fare paragoni con gli altri bambini per evidenziare i suoi difetti e le sue mancanze.

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Non etichettare

Le parole sono importanti e le etichette restano incollate addosso creando una sorta di profezia che si avvera. Evitare di dare definizioni nette e negative, sia parlando direttamente con il bambino che parlando di lui con altri in sua presenza: "sei stupido", "mio figlio non è capace". I bambini finiranno per crederci e per identificarsi con quell'etichetta. Dobbiamo incoraggiare inoltre i nostri figli ad esprimere le proprie emozioni, dando loro la sicurezza di essere ascoltati, confortati e non giudicati.

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Porre limiti

I limiti sono necessari e contribuiscono a formare nel bambino un senso di sicurezza, anche se all'inizio non saranno accettati e scateneranno proteste. È necessario stabilire regole ragionevoli e stabili e non derogare a tali regole, non mercanteggiare su di esse o modificarle in base al nostro umore.
Inoltre quando rimproveriamo i nostri figli è certamente più efficace un tono di voce calmo ma deciso e determinato che non una reazione rabbiosa con urla per sovrastare i capricci.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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