Bugie: come scoprire chi mente

Tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

La fiducia è, senza dubbio, un elemento fondamentale su cui si basano le relazioni interpersonali. Quando questa viene meno, quando il nostro partner, o un amico, o un familiare, ci racconta, ad esempio, delle bugie, è davvero difficile tornare a credere in un rapporto. Costruire una relazione basata sulle menzogne, non è mai sano, ecco perché in psicologia sono stati condotti numerosi studi secondo i quali è possibile capire se una persona ci sta mentendo, attraverso l'analisi dei suoi gesti e delle movenze del corpo. Il dialogo tra due persone, infatti, non include soltanto le parole, al contrario, comprende una vasta gamma di sfumature legate al linguaggio del corpo. Vediamo, quindi, in questo breve articolo come scoprire chi mente e ci racconta bugie.

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Secondo i numerosi studi condotti in psicologia, ci sono diversi segnali che ci aiutano a capire chi abbiamo di fronte. Vediamo i più importanti. In primo luogo, i bugiardi tendono a prendere le distanze da ciò che raccontano, utilizzando poco la prima persona singolare o evitando di parlare delle proprie emozioni. Oltre a quest'aspetto, però, chi racconta bugie tende anche a descrivere in maniera dettagliata, dando spazio a particolari irrilevanti, con lo scopo di deviare l'attenzione di chi sta ascoltando. Tuttavia, non è un indizio del tutto schiacciante, pare, infatti, che alcuni bugiardi, al contrario, tendono a parlare poco, per non suscitare, così, troppa curiosità. Generalmente, chi racconta una bugia, prova a creare una barriera e a stare sulla difensiva. Si arrabbia se si dubita della sua innocenza, e tenterà di spostare la conversazione su un altro tema.

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Proviamo, ora, ad analizzare qualche gesto. Come abbiamo anticipato all'inizio, dialogare non significa solo usare le parole ma anche gesti ed espressioni. Per esempio, pare che i bugiardi mettano i piedi, involontariamente, verso una via d'uscita, oppure che sbattono le palpebre più del normale. Per individuare un bugiardo, dobbiamo fare molta attenzione anche alle micro espressioni: è possibile che chi racconta bugie, cade in contraddizione, non solo verbale, ma anche a livello espressivo. Ad esempio, potrebbe dire di "sì" e, allo stesso tempo, muovere la testa come per dire no, oppure esprimere la propria tristezza a parole e fare un mezzo sorriso. Sono espressioni davvero brevi e difficili da captare.

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Tuttavia, possiamo valutare altri aspetti durante la conversazione. Ad esempio se chi abbiamo di fronte, gesticola con le mani, se presenta arrossamenti sul viso oppure se suda eccessivamente. Raccontare bugie, infatti, rende nervosi e porta a scaricare la tensione in modi incontrollabili. Anche le pupille sembrano allargarsi, durante il racconto di una menzogna. C'è da segnalare, infine, che secondo numerosi studi occorre osservare se il nostro interlocutore tende a guardare in alto a destra o a sinistra. Rivolgere lo sguardo verso destra, significa fare ricorso alla sfera creativa del cervello, mentre a sinistra si cerca di richiamare alla mente immagini e ricordi che coincidono con la verità.
Questi sono solo una parte degli indizi da valutare durante una conversazione, tuttavia, c'è da aggiungere che non si tratta di regole universali e totalmente scientifiche. Cerchiamo, quindi, di non farci prendere dalle paranoie e di valutare bene il tutto prima di raggiungere conclusioni affrettate.

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