5 strategie per essere meno timidi

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Difficoltà: media
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Introduzione

La timidezza è un tratto caratteriale che si manifesta attraverso un comportamento impacciato, insicuro ed evitante in determinate situazioni, nelle quali ci si trova esposti al giudizio degli altri. Può essere accompagnato da reazioni emotive, come rossore del viso, sudorazione, tremori e difficoltà nell'esprimersi. Nonostante queste caratteristiche possano apparire tutte negative, bisogna dire che se la timidezza non diventa limitante nella vita quotidiana, non c'è da preoccuparsi. Ci sono alcune persone che sono timide solamente in alcune occasioni, mentre per altre la timidezza rappresenta un vero e proprio tratto della personalità: in ogni caso, l'unico fattore che la rende negativa è il timore che gli altri ci giudichino proprio in relazione alla nostra timidezza. In questo modo si innesca un meccanismo di rassegnazione che può impedire di raggiungere i propri obbiettivi. Partendo quindi dal presupposto che la timidezza non è una malattia, si può comunque cercare di fare in modo che essa non diventi limitante nella propria quotidianità. A tale proposito, nei passi seguenti vedremo 5 strategie per essere un po' meno timidi.

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Comprendere le ragioni della propria timidezza

Il primo passo è sicuramente quello di capire quali sono le situazioni che innescano la timidezza. Spesso, infatti, può essere causata da un'eccessiva insicurezza e da una scarsa autostima, oppure pensiamo di non essere in grado di svolgere correttamente una determinata azione o ci preoccupiamo in modo eccessivo di quello che possono pensare gli altri. Magari ci hanno sempre giudicato timidi e insicuri e abbiamo quasi paura di mostrarci diversi o cambiati, per timore di deludere le aspettative degli altri. In ogni caso si tratta di situazioni che ci mettono in trappola, ma dalle quali è possibile uscire: capire la propria timidezza è il primo passo per superarla.

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Accettare la propria timidezza

Accettare di essere timidi non significa essere rassegnati, ma comprendere che si possiede una risorsa preziosa: spesso, infatti, la timidezza è sinonimo di sensibilità, empatia, forza di volontà e voglia di migliorarsi. Accettare se stessi significa sviluppare le proprie potenzialità e farle diventare un proprio punto di forza e non una debolezza.

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Migliorare se stessi

Per superare la propria timidezza e per imparare ad accettarla è importante sviluppare le proprie potenzialità, ma come si può fare? La migliore arma per far fronte alle situazioni quotidiane è la conoscenza: è importante essere sempre informati, preparati e padroni di ciò che si sta facendo. In ambito lavorativo, per esempio, significa conoscere il proprio ruolo, aggiornarsi e studiare. Nella vita quotidiana, invece, ci si può informare prima di ritrovarsi in una determinata situazione (una cena, una festa, un evento ecc), così da sapere a cosa si va incontro.

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Perdere il controllo

Essere informati e preparati, però, non significa cercare di avere sempre tutto sotto controllo, perché in questo modo si rischia di diventare schiavi delle situazioni. Cerchiamo, piuttosto, di lasciare che le cose accadano e proviamo noi a fare il primo passo: proviamo a chiedere un'informazione a uno sconosciuto, prendiamo iniziativa, facciamo qualcosa di nuovo ogni giorno, mettiamoci in gioco.

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Facciamoci aiutare

Solamente qualora la timidezza diventasse eccessiva e andasse a compromettere la vita quotidiana, allora sarà necessario rivolgersi a uno specialista: uno psicologo potrebbe infatti insegnarci le giuste strategie per far fronte alle situazioni che limitano le nostre azioni e la nostra libertà. Infine, ricordiamoci che chiedere aiuto non è negativo o sinonimo di debolezza, ma è il primo passo per essere liberi.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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