5 consigli per gestire una cotta per il capo

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Introduzione

Il luogo di lavoro è il posto dove si trascorre gran parte della propria giornata. A lavoro si condividono gli spazi, ci si confronta con i colleghi e si è spesso gomito a gomito con il capo. Prendersi una cotta per il proprio datore di lavoro non è una cosa insolita, soprattutto se il capo è un bell' uomo, carismatico, comprensivo, simpatico e sempre pronto ad aiutarci nella risoluzione dei piccoli problemi, che quotidianamente possono presentarsi durante le attività lavorative. Cosa fare se ci accorgiamo che cominciamo a idolatrare troppo il nostro capo e che non si tratta di semplice ammirazione? Come gestire una situazione che rischia di sfuggirci di mano? Ecco cinque utili consigli:.

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Non fantasticare troppo

Anche se il capo è decisamente bello, gentile, cortese, premuroso, disponibile e ha la soluzione perfetta a ogni piccolo problema di lavoro è e rimane pur sempre " il nostro capo "! Colui che lavora a stretto contatto con noi, rappresentando un punto di riferimento ma ai suoi occhi " noi siamo e saremo sempre solo delle collaboratrici " perché il nostro capo ha la sua famiglia, che adora e che ama.

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Smorzare l' entusiasmo

Una delle prime cose da evitare, se cominciamo a renderci conto che per il nostro capo non proviamo solo una grande stima e il massimo rispetto ma qualcosa di più, è confidarci coi colleghi e renderli partecipi di ciò che ci sta capitando o che pensiamo stia capitando.... Sul luogo di lavoro si sa, i pettegolezzi viaggiano velocemente come il tam tam della giungla e arrivano agli orecchi dell' interessato in men che non si dica e gli eventi possono precipitare, con conseguenze catastrofiche e perfino con la perdita del nostro amato lavoro, nel caso più grave.

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Non turbare l' equilibrio lavorativo

Avere una relazione con il capo non è l' ideale e non giova neppure al lavoro! Lavoro e vita privata devono percorrere binari separati perché a lungo andare l' intreccio non favorirebbe la sana collaborazione e potrebbe solo far soffrire, influendo negativamente sull' attività lavorativa stessa e sull' autostima: I colleghi presto inizierebbero a guardarci con occhi strani e noi stesse cominceremmo a vedere il lavoro diversamente.

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Prendere le giuste distanze

Un altro passo, quando ci si accorge che il capo per noi non è solo il nostro superiore ma stiamo iniziando a vederlo con occhi sognanti e fantasticando troppo, è quello di cominciare a stabilire le giuste e dovute distanze: Limitare gli incontri e essere quindi gomito a gomito con lui solo quando l' occasione di lavoro effettivamente lo richiede. Ciò ci aiuterà sicuramente a prendere coscienza del reale e sano rapporto che deve intercorrere tra il capo e il suo subalterno, ai fini dei risultati e dell' impegno lavorativi ottimali.

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Concentrarsi sul lavoro

Con la piena consapevolezza che una relazione con il capo, se pur inizialmente potrebbe sembrare idilliaca, sarebbe destinata a naufragare in seguito, non portando alcun beneficio al lavoro anzi ci complicherebbe ulteriormente la vita, iniziamo a fare la cosa giusta: Continuiamo a essere cortesi, gentili, collaborative e rispettose nei confronti del capo, come al solito, ricordando tassativamente il divieto della buona e sana politica aziendale: No alle relazioni con il superiore! Pian piano la situazione cambierà, tutto tornerà come prima e si concluderà con una grossa e grassa risata da parte nostra perché spesso si tende a idealizzare troppo il proprio capo, nel tentativo forse di dare una sferzata entusiasmante alle giornate di lavoro, che si presentano sempre più stressanti e talora monotone.... Con la lucida razionalità ci si rende presto conto che si tratta realmente di " una semplice cotta per il capo ". Da evitare decisamente.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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