Le principali tecniche di difesa personale

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Introduzione

La difesa personale è qualcosa di istintivo, innato e presente nella maggior parte degli esseri viventi. Tuttavia, durante il corso della storia, le prime rudimentali tecniche di difesa si sono sempre più evolute fino a diventare delle vere e proprie discipline, praticate e studiate in tutto il mondo, come il karate, il judo e altre. In ogni caso, la base della arti marziali è che queste vengono usate per lo più per autodifesa, mai per offendere o attaccare per primi. Possedere delle buone basi di difesa personale è una marcia in più che tutti dovrebbero avere, anche perché non si sa mai cosa potrebbe accadere per strada. Ecco dunque alcune fra le principali tecniche di difesa personale.

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Liberarsi da una presa al collo

Se qualcuno viene verso di voi con le mani protese per afferrarvi al collo è facile evitarlo con un movimento repentino del busto. Se, però, non ci riuscite e l'aggressore riesce ad afferrarvi al collo, la situazione si complica, però non è ancora impossibile liberarsi dalla presa. Infatti, ipotizzando che l'aggressore abbia entrambe le mani strette sul vostro collo, una ginocchiata o un calcio solo le tecniche più veloci, istintive ed efficaci per liberarsi.
In alternativa, se l'avversario vi ha afferrato con una sola mano e pertanto riuscite con le vostre mani a raggiungere il suo volto, è sufficiente esercitare una leggera pressione su parti del corpo particolarmente sensibili come, per esempio, il naso, per distrarre e deconcentrare l'avversario che, prontamente e istintivamente, lascerà la presa.

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Parare un pugno

Un avversario particolarmente agguerrito può decidere attaccarvi frontalmente con un potente pugno. Niente di più facile da evitare, infatti, spesso basta una vostra torsione del busto o comunque un leggero spostamento verso destra o sinistra per deviare il pugno. Una volta deviato il pugno, se si riesce, si può contrattaccare in molti modi. Per esempio, se durante la deviazione si riesce ad afferrare il braccio dell'avversario, risulterà molto facile esercitare una pressione sul gomito del suo braccio teso a causa della spinta del pugno caricato in precedenza. Questa semplice tecnica causerà abbastanza dolore all'aggressore da fargli capire che non siete il bersaglio adatto per i suoi scopi.

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Bloccare un attacco in corsa

Un'altra possibile tecnica che può essere utilizzata da un aggressore è quella di avvicinarsi velocemente verso di voi con una rincorsa per poi atterrarvi. In questo caso, il modo per difendersi è davvero molto semplice. Basterà infatti un normalissimo calcio, e non dovrete nemmeno sprecare troppa energia, perché la velocità con cui l'aggressore verrà verso di voi contribuirà a rendere più forte il suo impatto con il vostro calcio, allontanandolo considerabilmente o, addirittura, atterrandolo.

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Parare un calcio basso

Se l'aggressore decide di passare all'attacco con un calcio ci sono varie possibili difese. Se il calcio è troppo veloce, l'unica cosa da fare è schivarlo spostandosi velocemente a destra o a sinistra e poi tentare di contrattaccare colpendo parti deboli come, per esempio, il collo.
Invece, se avete i riflessi pronti, il calcio può essere parato o addirittura afferrato. Se riuscite ad afferrare la gamba dell'aggressore che ha appena sferrato un calcio, sarà facilissimo atterrarlo e contrattaccare, proprio perché, essendo costretto a reggersi in piedi su una sola gamba, non avrà di certo un buon equilibrio.

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Difendersi quando si è a terra

Se il vostro aggressore è riuscito ad atterrarvi prima che possiate contrattaccare e ora si trova sopra di voi, non è ancora tutto perduto. Dimenarsi e agitarsi è inutile e non farà altro che peggiorare la situazione. Per qualche secondo, è infatti consigliabile far assumere al proprio corpo un atteggiamento rilassato, quasi come se vi foste arresi. In questo modo, anche l'avversario rilasserà i propri muscoli e sarà allora il momento adatto per contrattaccare. Con un rapido e movimento del bacino di 90° si riuscirà a spostare l'incombente peso dell'avversario, a liberarsi e a contrattaccare.

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