Flebite: cause e rimedi

di Carmelina Crisafulli difficoltà: media

Flebite: cause e rimedi Con il termine flebite si intende letteralmente l'infiammazione di una vena e può assumere anche la denominazione di tromboflebite. L’ origine del disturbo è da attribuirsi ad un trombo che ostruisce la vena o più vene del corpo, principalmente degli arti inferiori, mentre in rari casi possono essere colpite anche il collo e gli arti superiori. È un problema da non sottovalutare perché il trombo può spostarsi era aggiungere anche polmoni causando un’ embolia. In questa guida si delineeranno le cause che possono scatenare il problema e i rimedi da attuare qualora si sia già manifestato. Foto: www.circolazionevenosa.it

Assicurati di avere a portata di mano: Attenzione ai fattori di rischio Attenzione ai sintomi Rivolgersi al medico

1 Conoscere le cause che originano i trombi è di fondamentale importanza per poter fare prevenzione.Il problema può anche essere di origine ereditaria oppure derivare dalla lesione ad una vena. Si può prevenire attuando alcuni accorgimenti: smettere di fumare, distendere spesso le gambe se si fanno attività sedentarie di lunga durata, flettere le caviglie, indossare indumenti larghi, bere molto (questo vale soprattutto per chi fa viaggi in aereo).

2 Per questo è bene sapere quali sono i principali fattori di rischio. Essere inattivi per un tempo continuato, come nel caso di chi è allettato per motivi di salute o per chi viaggia in aereo e in macchina.È esposto anche chi ha avuto un ictus da cui è seguita la paralisi degli arti e chi soffre di tumore, come nel caso del cancro al pancreas che può incrementare le sostanza che incidono sulla coagulazione del sangue. Anche i malati di cuore con il pacemaker sono soggetti a rischio. Devono fare attenzione soprattutto le donne, che usano pillole anticoncezionali oppure la terapia ormonale sostitutiva, i fumatori, gli obesi, ma anche chi è in sovrappeso e chi è in gravidanza o ha partorito da poco tempo.

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3 I sintomi che si presentano quando emerge il disturbo riguardano rossore e gonfiore della zona colpita che diviene calda e dolorante.  Soprattutto se si tratta di una vena superficiale è possibile toccare con mano e verificare il gonfiore e la durezza, mentre se la vena è profonda il dolore si fa sentire quando si prova a deambulare.  Approfondimento Rimedi contro il mal d'orecchio (clicca qui) In alcuni casi si può associare alla febbre.. 

4 Se verificate una situazione di questo tipo chiedete subito al medico di famiglia, ma fatelo soprattutto se avete riscontrato uno dei fattori di rischio sopra descritti, perché potreste andare incontro al problema e quindi agire per tempo è sempre la soluzione più efficace. Se invece soffrite anche di un affanno respiratorio rivolgetevi direttamente al Pronto Soccorso perché potrebbe trattarsi di un’ embolia e bisogna intervenire al più presto.

5 Per la diagnosi il medico controlla la vena in questione e vi chiede quali sintomi avete riscontrato e potrebbe avvalersi di analisi come l’ ecografia, TAC o risonanza magnetica, venografia e infine esami del sangue.

6 La cura prevede nei casi meno gravi ad un’ automedicazione, che consiste nell’ingerire un antinfiammatorio oppure nel sollevare spesso le gambe per aiutare la circolazione. Nell’arco di due settimane il disturbo dovrebbe sparire.Attenzione se nel periodo in questione state assumendo altri tipi di medicine,consultate sempre il medico per evitare che contrastino tra loro incidendo negativamente sulla coagulazione sanguigna. Nei casi più complicati invece il medico può indicare il bendaggio fisso all’ossido di zinco, anticoagulanti,calze elastiche e interventi chirurgici che possono prevedere l’installazione di un filtro venoso, la rimozione o il bypass.

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