Come curare le punture di api, calabroni e vespe

Difficoltà: facile
Come curare le punture di api, calabroni e vespe
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Introduzione

Giunta l'estate, la cute quotidianamente può subire il pericolo di essere punzecchiata dagli insetti. Alquanto pericolose per l'uomo possono essere quelle ricevute dagli imenotteri (api,calabroni e vespe). Questi, infatti, iniettando una minuscola quantità di veleno sottopelle, provocano, nella zona in cui è avvenuto il contatto, gonfiore e rossore.
Se la persona è allergica alla sostanza tossica da loro iniettata o se ha ricevuto una gran quantità di morsi, tale incontro potrà rivelarsi molto rischioso ed in alcuni casi persino letale.
Vediamo come curare le punture di api, calabroni e vespe!

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Sappiate che se la persona ha subito una morsicatura di un'ape o di una vespa, queste lasciano il pungiglione conficcato nella pelle. Nella zona in cui è stato punto, noterete un arrossamento e un gonfiore (che potrebbe aumentare nelle 24 ore successive), percepirà, inoltre, del dolore (che potrebbe scomparire dopo due ore).
La prima operazione da fare è quella di cercare di estrarre il pungiglione con le pinzette o, facendo attenzione, con la punta di un ago o di un coltello, sterilizzati sulla fiamma.
Sappiate che l'aculeo non va estratto, schiacciando l'epiderma limitrofo al morso; infatti eseguendo tale manovra errata potreste favorire l'entrata in circolo del veleno.

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Appena rimosso, dovreste constatare la presenza di eventuali reazioni allergiche (difficoltà di respirazione, orticaria ecc.), se ci sono dovreste sdraiare il paziente per terra, sollevandogli le gambe, e dovreste immediatamente provvedere a chiamare un'ambulanza.
In caso contrario, dovreste solo alleviare il dolore e vi converrà strofinare sul pizzico, l'aspirina solubile. Poi potreste lavare la parte con acqua e sapone.
Dopo averla detersa, potreste applicare una borsa del ghiaccio o una compressa umida per ridurre la tumefazione (ma non lasciatele per più di trenta minuti).
Qualora la dolenza non dovesse andar via, applicate un altro impacco sempre utilizzando l'aspirina, che aiuterà a lenirla!
Se lo sciame lo ha punto in massa, dovreste immergerlo in un bagno con bicarbonato di sodio, sciolto in acqua (fredda), oppure dovreste spalmargli del fango sui morsi subiti.

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Se ha incrociato un calabrone, piuttosto repentinamente, dovreste spremere il contorno della puntura, per favorire l'uscita del veleno. Procedete al lavaggio della morsicatura, comprimete con un cubetto di ghiaccio e poi potreste spalmare, consultando un medico, una miscela di creme a base di antistaminico, analgesico ecc.
Qualora gli imenotteri abbiano colpito le mucose interne della bocca, la tumefazione potrebbe bloccare le vie respiratorie; sarà necessario, in questo caso, adottare misure drastiche. Se notate che il paziente non riesce più a respirare e non è possibile raggiungere l'ospedale più vicino al luogo in cui vi trovate, l'unico rimedio sarà praticare una tracheotomia d'emergenza!

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